Articoli marcati con tag ‘insopportabilità’

L’amicizia al tempo di Facebook

Facebook dovrebbe smettere di utilizzare il termine amicizia. Quando due utenti scelgono di mettersi e rimanere in contatto tra loro utilizzando il social network più noto dell’universo, non stanno stringendo amicizia, stanno solo  – appunto – mettendosi in contatto tra loro. Potrebbero già essere amici o potrebbero anche non esserlo e non volerlo manco mai diventare. Vogliono solo mettersi in contatto, condividere argomenti, idee, contenuti, opinioni. Se poi sono anche amici, o se lo diverranno, è affar loro. Quindi basta con l’utilizzo di questo sostantivo dai significati così profondi. Sì, basta, perché  poi – tra l’altro – profonde diventano anche le implicazioni di un eventuale rifiuto. Tu rifiuti di entrare in contatto con lui e lui si offende perché gli hai rifiutato l’amicizia.

Terremoto nelle Marche: la terra si muove, i media no

Continuano le scosse di terremoto nelle Marche. Le zone di Fermo e Ascoli Piceno continuano a tremare senza tregua. Quattro scosse negli ultimi tre giorni. Una, di magnitudo 3.0, appena un’ora fa. Eccoti l’elenco aggiornato dei movimenti tellurici che a partire dallo scorso ottobre hanno colpito la zona. Il tutto – eccezion fatta per le scosse del 12  gennaio scorso, due delle quali di magnitudo 4.0 e 4.1 – nel più totale silenzio dei media. La terra si muove, i media no.

Data Ora Magnitudo
14.10.2009 21.34.17 3.0
14.10.2009 21.37.59 2.8
17.10.2009 08.00.51 2.7
19.10.2009 13.47.40 2.7
28.10.2009 15.16.20 2.8
14.12.2009 17.54.24 2.5
08.01.2010 23.40.20 2.9
10.01.2010 09.33.35 3.9
10.01.2010 13.37.36 3.1
10.01.2010 15.02.22 1.7
12.01.2010 09.07.16 2.9
12.01.2010 09.25.10 4.0
12.01.2010 09.35.59 2.6
12.01.2010 09.48.51 2.6
12.01.2010 12.26.49 2.7
12.01.2010 12.40.39 2.7
12.01.2010 14.35.44 4.1
12.01.2010 15.04.40 2.5
12.01.2010 20.05.05 2.8
13.01.2010 02.24.20 2.5
15.01.2010 14.35.29 2.6
15.01.2010 20.13.32 3.1
23.02.2010 12.32.34 2.7
01.02.2010 12.30.15 2.6
02.02.2010 20.42.43 3.5
02.02.2010 20.46.43 2.6
03.02.2010 08.53.55 3.0

Botti deficienti

E arriverà la mezzanotte del 31 dicembre, e arriveranno i botti di Capodanno, e arriveranno i feriti, e speriamo non arrivino i morti. E soprattutto speriamo arrivi presto il giorno in cui l’abitudine deficiente di sparare sparare sparare sparisca.

Facebook vergogna: Se saltelli, Balotelli muore anche online

Va’ su Facebook, digita Balottelli e ti accorgi che:

  • oltre 90 gruppi si  chiamano: Se saltelli muore Balotelli
  • gli oltre 90 gruppi così denominati contano nel complesso quasi 5.700 iscritti
  • un’infinità di altri gruppi hanno nomi che vanno dal Via Balotelli! sino al A morte Balotelli, passando per Odio Balotelli, Balotelli vergogna italiana, Tinteggiamo  Balotelli, Balotelli trovatello, Balotelli al rogo, Sopprimete Balotelli, Balotelli in catene, Che Dio fulmini Balotelli, Prendiamo a fucilate Balotelli e così via, in una lunga, interminabile serie di gruppi i cui nomi e i cui scopi fanno accapponare la pelle.

Un trattamento simile, se pur in misura ridotta quantomeno sotto il profilo quantitativo, è riservato a Cristiano Lucarelli (4 i gruppi denominati Se saltelli muore Lucarelli) per un totale di oltre 800 individui aggregati.

Simili nefandezze non meritano manco di essere menzionate. Ciò che invece merita di essere menzionato, anzi stigmatizzato, è il comportamento inspiegabile, assurdo, pericoloso ed eccessivamente permissivo dei signori che gestiscono Facebook. Ma come? Quando provo ad aprire un gruppo, mi compare questo avviso:

Attenzione: non saranno tollerati gruppi volti ad attaccare una persona specifica o un gruppo di persone (ad esempio gruppi razzisti, sessisti o altri gruppi basati sull’odio). La creazione di simili gruppi comporterà l’immediata chiusura del tuo account Facebook.

La creazione di simili gruppi comporterà l’immediata chiusura del tuo account di Facebook, ci avvisano i signori. Ma dove? Ma quando? Gli account summenzionati sono tutti attivi e funzionanti. Non è forse il caso di cominciare a darsi una mossa? Non è forse il caso di cominciare a dare l’esempio? Non è forse il caso di passare, finalmente, dalle parole ai fatti? Non è forse il caso di chiuderli immediatamente quei gruppi e quegli account? O dobbiamo continuare a vedere tollerati certi scempi?  O dobbiamo continuare a vedere sminuita la gravità di certo pensare e di certo agire? Signori di Facebook: avete serie responsabilità. Assolvetele. Grazie. Almeno voi.

Lo status dell’instant messaging e quello della psiche

Status IM Status Psiche Rimedio
Invisibile Ipocrita Abbi il coraggio di cancellarli, quei quattro che rompono.
Non disponibile Snob Avrai da fare solo tu?
Assente Sbadato Spegni quel PC. L’energia costa!
Disponibile Tonto Mettiti Non disponibile, non puoi mica esserci sempre per tutti.

Accontentarsi di Mughini

Mi spieghi perché quando provo a guardarmi una trasmissione televisiva calcistica, qualunque essa sia, mi trovo davanti a comici, attori, scrittori, veline? Eppure un tempo, quando guardavo le trasmissioni televisive calcistiche, avevo modo di ascoltare Gianni Brera, Gualtiero Zanetti, Gianmaria Gazzaniga, Beppe Viola, Oliviero Beha, Italo Cucci, Roberto Beccantini. Io non ti dico di regalarmi gente di quel calibro, ma è possibile che debba accontentarmi di Teocoli, di Abatantuono e di Mughini?

Che tristezza

Ormai da un po’ di anni partecipo a una specie di fiera riservata agli addetti di un determinato settore merceologico. È una piccola manifestazione che si tiene due volte l’anno e che ha un interesse di carattere strettamente territoriale. Dice: che me lo racconti a fare? Te lo racconto perché, come puoi ben immaginare, partecipo a questa fiera, da sempre, munito del mio PC e della connessione mobile a Internet. Col PC e con la connessione mobile posso permettermi il lusso di:

  • dialogare in tempo reale con i miei mandatari italiani ed esteri senza spendere un centesimo
  • continuare a rispondere al numero telefonico VOIP del mio ufficio senza alcuna spesa
  • trasmettere ai miei mandatari, via mail, gli ordini dei clienti in tempo reale, senza alcun costo e con immediatezza
  • consultare lo storico dei miei clienti rapidamente
  • accedere all’anagrafica di tutti i miei clienti
  • accedere a tutti  i listini dei miei mandatari
  • ricevere fax direttamente nella mia casella email
  • trasmettere fax direttamente dal mio PC
  • mantenere un costante contatto personale coi miei clienti grazie ai social network
  • accedere a tutta la mia corrispondenza

Bello, no? Sì, bello, ma la cosa più bella, te lo assicuro, non è tra quelle sopraelencate. La cosa più bella è l’atteggiamento degli altri espositori, di quelli che svolgono – più o meno – il mio stesso lavoro.

Ma che ci fai sempre davanti al computer? Io il computer non so nemmeno accenderlo, figuriamoci! Ma possibile che tu sia sempre davanti al tuo giochino? Ma riesci a stare qualche minuto senza il computer?

    E così via, in un’interminabile teoria di osservazioni banali e di chiacchiericci il cui tono e i cui contenuti non sembrano mai superare quelli dello Stadio Bar.

    Io non rispondo nemmeno, anzi li ignoro senza scrupolo, e mi diverto da morire pensando che, mentre io ho accesso a tutto quel popò di roba che ti ho elencato sopra, loro:

    • dialogano coi loro mandatari al cellulare spendendo cifre da  capogiro
    • assoldano persone che rispondano al telefono dell’ufficio in loro assenza
    • continuano a trasmettere gli ordini via fax, buttando via soldi e trascorrendo le loro serate in ufficio mentre io me ne vado a spasso
    • non hanno a disposizione lo storico dei loro clienti, e se lo hanno è stipato all’interno di enormi scaffali ammuffiti
    • per avere accesso ai listini dei prodotti che vendono, devono portarsi dietro una quarantottore di carta
    • per leggere i fax che ricevono devono attendere la sera o assoldare chi li legga per loro
    • per trasmettere un fax devono tornare in ufficio
    • per contattare un cliente devono passare attraverso mille filtri
    • per accedere a un loro documento devono telefonare in ufficio, dove peraltro deve esserci qualcuno

    Che tristezza.

    L’influenza suina e l’informazione distorta

    Sono piuttosto stanco di questa influenza suina. No, non l’ho beccata; sono solo stanco dell’informazione distorta che ruota attorno a essa. I media continuano a contare il numero delle vittime, generando in molti la convinzione che tale epidemia sia più pericolosa delle altre. Ma lo è davvero? Quante persone ogni anno rimangono uccise dalle influenze cosiddette normali? Mi piacerebbe disporre di qualche dato, così da potermi fare un’idea più precisa. Sono convinto che mi accorgerei di come i mezzi di informazione stiano creando, chissà perché, una loro realtà ben diversa da quella vera. Ma non mi stupirei: è già successo molte altre volte, per esempio con l’Aviaria e con la Cinese. Con tutto il rispetto di chi, purtroppo, ci ha lasciato le penne. Che ne dici? Se non sei d’accordo son qua proprio per confrontarmi.

    Il rispetto della privacy in ospedale

    Il rispetto della privacy negli ospedali del nostro paese, a giudicare da quello che ho visto e sentito stamani, sembra ancora un’utopia. Senti qua. Devo sottopormi a un prelievo di sangue, un semplice emocromo. Mi reco in ospedale e, dopo le opportune procedure di registrazione, mi siedo in sala d’attesa munito di una tessera numerata ad aspettare il mio turno. La sala è piena di gente, puoi immaginarlo. , dico tra me e me, niente male la prassi del numero; quando verrà il mio turno sarò chiamato. Non ci sarà bisogno di fare code, dunque, né dovrò essere chiamato per nome, e quindi non vedrò violata la mia privacy. Finalmente un po’ di rispetto per le persone, mi dico compiaciuto. Detto, fatto. Un’infermiera, pur gentile, irrompe in sala d’attesa e dà inizio alla sua performance urlando in mezzo a tutti:

    - Chi è Rossi? Mario Rossi? Sei tu?
    - Sì, sono io
    - Senti Rossi, tu cosa devi fare?
    - Gli esami del sangue
    - Ti ricoveri stamani?
    - Sì
    - In che reparto ti ricoveri?
    - Urologia
    - Ti operano?
    - Sì
    - Dove abiti?
    - Via del Buon Mercato, 18
    - Mi dai il tuo numero di telefono?
    - 088-45xxyyzz
    - E quello del tuo cellulare?
    - 33x-99zzxxyy
    - Bene, Rossi. Aspetta qua ché poi ti chiameremo. Anna Bianchi? C’è Anna Bianchi?
    - Sì, eccomi
    - Tu che devi fare?
    - Un elettrocardiogramma
    - Perché?
    - Perchè ho avuto un problema al cuore e ora devo controllarmi
    - Dove abiti?
    - Via del Fiume Po, 40
    - Mi dai il numero del tuo cellulare?
    - 34x-xxx554yy
    - E quello di casa?
    - 082 xx90yy22

    Nel giro di tre minuti decine e decine di persone vengono a sapere chi siano quei due malcapitati, dove abitino, quale problema di salute abbiano e in quale reparto saranno ricoverati. E se tutto ciò non bastasse vengono a conoscere, serviti in un piatto d’argento, i numeri telefonici – di casa e del cellulare – di tutti e due. Ti sembra normale? A me per nulla. Io dinanzi a questi accadimenti rabbrividisco e mi riempio di sana rabbia. Ci vuole molto ad allontanarsi un minuto col malcapitato e a porgli tutte quelle antipatiche domande in privato, lontano da occhi e orecchi spesso indiscreti e curiosi? Perché devi metterlo così in imbarazzo? Perché devi infischiartene della sua dignità, della sua riservatezza, del suo diritto a non far conoscere a nessuno i dati che tu invece gli stai chiedendo davanti a un così vasto uditorio? È una questione di rispetto e di educazione, non credi? Vergognati. Tu e tutti quelli che lavorano nel tuo stesso modo.

    Nota: nomi, indirizzi e numeri di telefono sono di fantasia.

    L’informazione istruttiva

    È molto istruttivo osservare come i media italiani siano riusciti a trasformare lo 0-0 dell’Inter con i campioni del mondo del Manchester United in un risultato negativo e abbiano nello stesso tempo trovato modo di tramutare le sconfitte di Roma e Juventus, maturate contro compagini di certo meno attrezzate del Manchester, in risultati più che accettabili o addirittura degni di lode. E pensare che mentre all’Inter, per superare il turno,  nel match di ritorno potrà bastare un pareggio a partire dall’1-1, alle altre due italiane sarà necessario vincere con almeno due goal di scarto. Poi potrà succedere di tutto, certo, ma tant’è, e tanto basta per impararne molte attorno al modo di fare informazione nel nostro paese. Con l’augurio che tutte e tre le squadre approdino ai quarti di finale di Champions League.

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