Il cagnolino e l’ago della Richter

MaggieE di colpo, ma proprio di colpo, apprendi che l’animaletto a quattro zampe che vive al tuo fianco da oltre sette anni, la creatura più mite, più divertente e più amabile dell’universo conosciuto, deve sottoporsi a un intervento chirurgico di per sé piuttosto semplice ma che potrebbe celare qualche sorpresa. I presupposti per un epilogo felice e sereno, dice il chirurgo, ci sono tutti ma… c’è un ma. Il ma è che l’esatta natura del fastidio la conosceremo solo con l’intervento. Ecco: a me questo aspetto agita come nemmeno immagini. Sì, sì, lo so: può capitare a tutti. A volte capita persino ai bimbi, poverini, alle persone più innocenti. Lo so bene, purtroppo. Ne sono pienamente consapevole e, peraltro, ho vissuto esperienze simili e recenti anche sulla mia pelle. Però, per quanto io mi sforzi di essere razionale, per quanto cerchi di attenermi ai fatti e alle parole rassicuranti del veterinario, per quanto mi sforzi di rimanere sufficientemente sereno, albergo un’agitazione che manderebbe l’ago della Richter a fondo scala.

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La prima voce femminile di Tutto il Calcio Minuto per Minuto: Intervista alla giornalista Nicoletta Grifoni

Domenica 29 maggio 1988. Tutto il Calcio Minuto per Minuto incolla, come ogni settimana, l’orecchio di milioni di italiani alla radio. Le voci di Enrico Ameri e Sandro Ciotti portano nelle nostre case, in un insieme infinito di emozioni, le vicende calcistiche del campionato di Serie A. Ma l’emozione più bella, più inattesa, arriva dallo stadio di Cento, dove per la prima volta, a narrare in diretta un incontro di calcio nel maschilissimo tempio della trasmissione radiofonica più seguita, c’è una voce femminile. È la voce di una giovane giornalista anconetana con una passione viscerale per lo sport e per il calcio. È la voce di Nicoletta Grifoni. A 22 anni da quel giorno, dopo oltre due decenni da quella storica domenica che ha sdoganato la presenza femminile nel campo del cronismo calcistico, Nicoletta Grifoni torna a quelle emozioni, torna a quella esperienza, pietra angolare di una carriera che le avrebbe riservato, e le riserva ancora, molte soddisfazioni e molti successi. Carriera, successi e soddisfazioni di cui parla con me, ospite dei Blumouse Coffee, presso Blumouse Computer e davanti alla telecamera discreta e sapiente di Laura Viezzoli. Blumouse Coffee, un caffè per incontrare i personaggi di Ancona. Un caffè con Nicoletta Grifoni.

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Castelluccio di Norcia: le foto della fioritura 2010

Anche quest’anno solita puntata a Castelluccio di Norcia, nel cuore dell’appennino umbro-marchigiano, ad ammirare lo spettacolo meraviglioso della fioritura. Ecco le foto. Con, quest’anno, un ospite gradito e inatteso: la volpe.

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Del tu, del lei, degli occhi a mandorla

La coda è di quelle snervanti. Almeno una ventina di persone assiepate dinanzi al desk dell’accettazione attendono il loro turno per descrivere al personale medico i propri sintomi e per vedersi assegnato un codice colorato in base al quale si verrà chiamati e, si spera, curati. È il Pronto Soccorso di un grande ospedale. Fuori fa caldo, il termometro segna oltre 30 °C. All’interno l’impianto di climatizzazione non è nelle sue migliori giornate. In coda, è ovvio, c’è gente sofferente; sofferente e spaurita. C’è il vecchio con la pancia del buddha, la signora sui sessanta fresca di messinpiega e col volto tumefatto dalla caduta, la quarantenne con l’alluce fasciato, l’anziano sulla sedia a rotelle, la venezualana dagli shorts più shorts dell’intero emisfero settentrionale; c’è insomma un campione di umanità varia ed eterogenea, unita suo malgrado da un comune filo conduttore: la sofferenza. Tutti, ma proprio tutti, in quella sala d’attesa, combattono con qualche problema di salute, con qualche timore, con qualche seria preoccupazione, ché se non sei preoccupato, al Pronto Soccorso non ci vai nemmeno sotto tortura. Tra queste povere anime sottratte da un infortunio o da un malore al tran tran della vita quotidiana, in mezzo a quella folla silenziosa e dignitosa, scorgo due uomini dai tratti somatici marcatamente asiatici. Uno dei due non sta molto bene. Giunge in prossimità del desk e, vuoi per l’ansia che lo opprime, vuoi per la scarsa confidenza con l’ambiente, vuoi perché – chissà – magari si sente male davvero, tenta di superare l’intera coda e di presentarsi all’accettazione prima di ogni altro. Hey! Guarda che devi fare la fila! Guarda che devi aspettare il tuo turno. Prima di te c’è tutta ‘sta gente qua. La vedi? Lui, nel suo improbabile italiano, prova a dire che non sta molto bene, che ha bisogno di essere assistito subito. Senti, qui stiamo tutti male, ok? Guardati intorno: tra quelli che vedi non ce n’è uno che stia bene. Te ne sei reso conto? Il ragionamento non fa una piega. Se siamo lì è perchè tanto bene non stiamo. Sarà il personale medico a stabilire le urgenze. Le reazioni, dunque, per quanto impulsive e non proprio eleganti posso comprenderle. Una cosa però mi colpisce: gli diamo del tu. Tutti, nessuno escluso. Non è italiano, e per questo ci sentiamo autorizzati a dargli del tu. Se a passarci avanti irrispettosamente fosse stata una signora della nostra stessa nazionalità le avremmo risposto nello stessso modo, certo. Ma le avremmo dato del lei.

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Un gol, un sogno: Mirko Ventura racconta Mirko Ventura

È l’11 giugno 2000 e allo stadio Renato Curi di Perugia, Ancona e Ascoli si giocano la promozione in serie B. Se la giocano in finale, ai playoff. All’Ancona, in virtù di una classifica migliore, è sufficiente un pareggio, un pareggio che maturi al termine dei tempi supplementari. E il pareggio matura proprio là, al termine dei tempi supplementari, al minuo 118, a pochi istanti dalla fine, a pochi istanti dalla disperazione. A siglare quel gol, il cui ricordo fa ancora oggi venire la pelle d’oca a molti anconetani, è Mirko Ventura, 19 anni, nato a Chiaravalle e  cresciuto ad Ancona. A distanza di dieci anni da quell’indimenticabile pomeriggio, Mirko Ventura torna a parlare, torna a quello storico pomeriggio. Lo fa con me, davanti a un caffè, ai Blumouse Coffee. Ecco il video. È un lavoro di Laura Viezzoli. È un web-format HeyZoom.

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