TGV: rimborso avvenuto

scritto il 24.10.08 da marco traferri e archiviato in I miei pensieri, pensieri liberi | Commenti »

Mi scrivono quelli del TGV e mi comunicano l’avvenuto rimborso dell’intera somma che avevo sborsato in occasione dell’acquisto di due biglietti per il Milano-Parigi, biglietti poi annullati prima della partenza del treno stesso. Ringrazio di cuore, i signori si sono mostrati onesti fino in fondo. Non riesco tuttavia a comprendere come sia possibile non avere una gestione automatizzata degli annullamenti in tempo reale. Ne scrivevo, lo ricorderai, qui e qui.

AddThis Social Bookmark Button

Deputati sovrappeso

scritto il 24.10.08 da marco traferri e archiviato in Video, pensieri liberi | Commenti »

A me questo deputato sudafricano che col suo peso disintegra la sedia in diretta TV fa morire dal ridere.

AddThis Social Bookmark Button

Quelli che… the end

scritto il 18.05.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 2 Commenti »

Quelli che mi cercano solo quando fa loro comodo non mi troveranno più, quelli che mi chiamano quando potrebbero fare da soli mi cercheranno invano, quelli che mi telefonano su Skype all’improvviso non avranno più alcuna risposta, quelli che non rispondono agli sms non avranno più alcuna notizia, quelli che mi fanno lo squillino non saranno più richiamati, quelli che mi chiamano a tarda sera mentre dormo troveranno il telefono staccato, quelli che mi chiamano all’ora dei pasti pure, quelli che mi telefonano senza far comparire il loro numero perderanno solo tempo, quelli che su Skype sono sempre invisibili li cancellerò dai miei contatti, quelli sempre assenti o non disponibili pure, quelli che mi chiedono suggerimenti tecnici faranno bene a cercarli su Google. Per tutti gli altri ci sarò sempre, e magari ci sarò anche per loro, quando avranno imparato a ritenere un po’ meno scontate la mia presenza e la mia disponibilità.

AddThis Social Bookmark Button

Quelli che… /3

scritto il 08.05.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Quelli che il loro punto di vista è sempre il migliore, quelli che il loro modo di vivere è sempre il migliore, quelli che contano solo le loro ragioni, quelli che conta solo la loro pancia, quelli che gli altri non capiscono niente, quelli che gli altri non esistono, quelli che le loro scelte son sempre giuste, quelli che diverso è uguale a inferiore, quelli che danno consigli ma non hanno smesso di dare il cattivo esempio, quelli che credono di poter dire ciò che vogliono, quelli che credono di poter fare ciò che vogliono, quelli che proferiscono menzogne, quelli che le ascoltano, quelli che danno retta a tutto ciò leggono, quelli che danno ascolto a tutto ciò che sentono, quelli che giudicano senza conoscere, quelli che vox populi vox Dei, quelli che se lo hanno messo in galera c’è un motivo, quelli che per me è stato lui, quelli che che per me è stata lei.

AddThis Social Bookmark Button

Quelli che… /2

scritto il 07.05.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Quelli che su Skype sono sempre invisibili perché tu non devi vederli ma loro sì, quelli che si mettono non disponibili perché tanto non lo sono nemmeno nell’animo, quelli che passano il tuo indirizzo e-mail agli altri, quelli che mandano mail a decine di persone tutte insieme e inseriscono il tuo indirizzo in CC piuttosto che in CCn, quelli che ti inoltrano gli allegati più idioti, quelli che ti inseriscono nelle loro mailing list senza chiederti alcun permesso, quelli che se non rispondi subito alla loro mail ti telefonano per chiederti se tu l’abbia ricevuta o meno, quelli che ti scrivono per chiederti un suggerimento quando basterebbe cercare su Google, quelli che preferiscono romperti l’anima piuttosto che leggere le FAQ.

AddThis Social Bookmark Button

Quelli che…

scritto il 06.05.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Quelli che ti cercano solo quando fai loro comodo, quelli che potrebbero fare da soli e invece ti chiamano, quelli che ti telefonano e ti chiedono dove sei, quelli che ti chiamano e ti chiedono cosa fai, quelli che ti telefonano con Skype quando potrebbero usare la chat, quelli che vedono il tuo status di occupato e se ne infischiano, quelli che non rispondono agli SMS, quelli che ti fanno lo squillino e tu, chissà perché, dovresti richiamarli, quelli che ti telefonano la sera tardi ed esordiscono con “Dormivi?”, quelli che ti tengono un’ora a parlare, quelli che ti cercano e non ti trovano e pretendono che tu li richiami, quelli che hanno sei numeri di cellulare e tu non sai mai dove cercarli, quelli che ti telefonano senza far comparire il loro numero, quelli che ti chiamano in viva voce dall’auto e non si capisce un’acca di quello che dicono, quelli che si fanno dare il tuo numero dagli altri, quelli che danno il tuo numero agli altri, quelli che ti chiedono il numero davanti a tutti, quelli che te lo chiedono perché si ritengono in diritto di averlo, quelli che solo perché li conosci danno per scontato che tu li aggiunga ai tuoi contatti Skype, quelli che il tuo contatto Skype lo passano agli altri.

AddThis Social Bookmark Button

Di tutti i colori

scritto il 01.05.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Il giallo di una rosa lungo la via, il bianco e il rosso di altre due, il verde acceso di una lucertola che sparisce dietro il muretto, il rosa intenso dei fiori del trifoglio, i mille grigi di un piccione che si libra sopra la mia testa, il bianco e il giallo delle margherite, l’arancio di una casa dagli infissi verdi, il bianco e il rosso della Superfast in porto. E poi i colori della fiera: il verde marcio delle finte Crocs, il giallo fluorescente delle scarpe ultimo grido, il dolce bianco dello zucchero filato, l’arcobaleno dei bikini e delle t-shirt, il rosso del pomodoro sulla pizza, il nero delle lunghissime liquirizie dolci, il verde delle olive che farciscono il pane siciliano, l’oro delle verdure fritte, il giallo, il rosso, il verde, il viola, il blu dei tanti palloncini che volano alti. Tutto questo ho visto oggi, lungo i dieci chilometri che ho percorso a piedi per le vie della città, una città che, priva del traffico e immersa nel sereno della festa, sa mostrarsi insolitamente colorata.

AddThis Social Bookmark Button

Se ci credi

scritto il 30.04.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 2 Commenti »

Se ci credi ci metti l’anima, c’è poco da fare. Se per te è importante, se ti piace, se senti che rincorrendo le tue passioni - quelle sane, per carità - ti realizzi e trovi la tua dimensione, non ci sarà niente che potrà ostacolarti, nulla che potrà convincerti a desistere. Vivrai momenti brutti, certo, momenti in cui tutto sembrerà andare all’aria, in cui tutto ciò che hai fatto parrà di colpo vano, inutile, privo di significato. Ti verrà voglia di mandare tutto al diavolo, di tornare nel tuo guscio e fare finta che non sia successo niente. Capiterà, stanne certo. Ma se ci credi, nulla di tutto questo potrà fermarti. La tua passione per le cose belle, per le cose buone e sane in cui credi, non potrà in nessun modo essere arginata. Chinerai il capo, manderai giù amaro, vedrai svanire le tue certezze e crollare le cose che hai costruito con fatica. Dovrai piegarti, stringere i denti, dare fondo a tutte le tue risorse, a tutte le tue energie. Ma se ci credi, saprai rialzarti, saprai ripartire, saprai continuare a sognare. E a quel punto, se ci credi, diverrai più forte di prima. Se ci credi.

AddThis Social Bookmark Button

Una calmata il giorno dopo

scritto il 19.04.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 1 Commento »

A quanto pare dovrò continuare a calpestare la superficie di questo pianeta ancora per un po’ di tempo. Sembra proprio che la disavventura di ieri non abbia prodotto danni irreparabili. Ho ancora un po’ di male alla testa e un leggero senso di pesantezza attanaglia il mio capoccione, ma sono - almeno spero - sulla buona strada. Certo dovrò riposare molto e, per fare ciò, sarà necessario rivedere un po’ di impegni e qualche abitudine più o meno consolidata. Sto già pianificando un po’ di cose, compresi alcuni approfondimenti diagnostici che mi tranquillizzino del tutto. Nel frattempo è stato bello avvertire l’affetto di molti che mi hanno scritto, che hanno commentato il mio post di ieri, che mi hanno telefonato o inviato messaggi per dirmi che avevano saputo, che avevano letto, che si erano spaventati, che mi sono vicini e che sperano di rivedermi presto. Gaspar che si dice felice di avermi ancora tra i vivi, Marco che mi suggerisce sessioni intensive di riposo, Vittorio che mi abbraccia, Antonio che si offre di darmi una mano, l’altro Antonio che mi raccomanda di non fare scherzi, l’Antonio-numero-tre che dall’altra parte del pianerottolo mi fa gli auguri via mail, Bruno che mi chiama dalla Svizzera, Lucilla pure, Sergio che mi ordina di andare a ri-po-sa-re, Giuseppina che mi scrive dalla Grecia, Mauro che si rallegra del mio veloce riprendermi, Elenio che mi scrive via Skype tra un cliente e l’altro, Valeria che si preoccupa, Costantino che mi raccomanda riposo a oltranza, Giovanna che mi ricorda quanto sia salutare trascorrere qualche giorno senza avere un bel niente da fare, Gianna che mi raccomanda di fare il bravo, Matteo che si offre di aggiornare i miei siti così che io possa riposare, Leo che mi suggerisce di darmi una regolata. Un’ondata di affetto che non pensavo di meritare. Grazie di cuore a voi tutti.

AddThis Social Bookmark Button

Una calmata

scritto il 19.04.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 6 Commenti »

Ho avuto un malore. È successo ieri sera. Mi ero appena seduto con mia moglie al tavolo di un ristorante condotto da un nostro amico, un ristorante ove amiamo rifugiarci lontano dal clamore, per trascorrere un’oretta tranquilla in un’atmosfera che ci è familiare ormai da anni. Avevo giusto sorseggiato due dita d’acqua, sgranocchiato uno spicchio di fornarina in luogo del pane, dato un’occhiata al telefonino che sembrava vibrare, quando mi è comparso improvviso un leggero mal di testa, seguito dopo pochi istanti da una sensazione che non avevo mai provato. Era come se stessi perdendo il contatto col mondo esterno. Attorno a me tutto, di colpo, appariva irraggiungibile, ovattato, distante. Roberta mi guardava attonita, mentre io biascicavo parole senza senso e mi sentivo rapidamente venir meno. Ricordo di averle detto: Roby, sto male. Chiama l’ambulanza. Sono arrivati velocissimi, in un baleno. Nel mentre iniziavo a riprendermi; la crisi iniziale, quella più profonda, aveva lasciato il campo a un malessere meno accentuato. Avevo anche appoggiato i piedi sulla sedia di fronte. Da qualche parte ho letto che in certi casi occorre fare così. I primi rilievi sono subito parsi rincuoranti: pressione arteriosa nella norma, frequenza cardiaca accentuata, sì, ma solo dalla fifa che avevo, presenza di ossigeno nel sangue a livelli da concorso. In ogni modo, via: al Pronto Soccorso. Non si sa mai. Erano più di trent’anni che non salivo su un’ambulanza. Partiamo al piccolo trotto, senza attaccare la sirena né il lampeggiante. Il paziente non sembra poi così grave. Roberta ci segue con la sua Yaris. Maggie è sul sedile posteriore dentro il suo trasportino. Mentre l’ambulanza, nel buio della sera, sale silenziosa dal mare alle colline, rifletto sulla precarietà della vita: un attimo e tutto cambia. Bisognerebbe tenerlo presente più spesso. È stress, mio caro signore. Solo stress. Occorre che lei trovi il modo di vivere con più tranquillità e con meno affanno. Torni pure a casa, ma si dia una calmata! Ché si campa una volta sola, sentenzia il medico di turno. Ha ragione, il dottore. Negli ultimi mesi ho tirato troppo la corda. Tanti impegni, tanti pensieri, tante preoccupazioni. Troppe. Dovrò darmi una calmata. Lo farò. Ché lasciarci le penne a 41anni mi par presto. No?

AddThis Social Bookmark Button

Sensibilità perduta

scritto il 23.03.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Ma si può essere così privi di sensibilità? Vergogna!

AddThis Social Bookmark Button

La mia insegnante

scritto il 21.03.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 1 Commento »

Un mese fa è deceduta la mia insegnante di Lettere alle scuole medie superiori. L’ho saputo solo oggi, buttando l’occhio per caso verso uno dei tanti annunci appesi ai muri della città. Lei insegnava Lettere e Storia; me le ha insegnate per tutto il triennio di specializzazione, dalla terza sino al diploma. Eravamo a metà degli anni ‘80, in un istituto tecnico dove l’insegnamento dell’Italiano avrebbe meritato maggiore considerazione di quanta riuscisse ad averne da noi beceri studenti. Lei era un’ottima insegnante, a volte un po’ burbera, a volte un po’ snob, a volte divertente e accomodante. Era una donna colta; amava la sua professione e la sua famiglia. Ne parlava spesso. Ci raccontava sovente di suo marito, dei suoi figli allora molto giovani e di sua madre, scomparsa proprio in quegli anni. Con me era piuttosto esigente. Diceva che scrivevo bene e per questo pretendeva da me più di quanto pretendesse dagli altri. Ciò mi indispettiva molto e mi impediva spesso di stabilire con lei un dialogo aperto, franco, sereno. Il suo pretendere così tanto mi portò ad assumere nei suoi confronti un atteggiamento di chiusura, quasi di diffidenza, un atteggiamento che produsse tra noi un certo distacco e ci accompagnò sino alla fine, sino al mio diploma. Tornai a trovarla la primavera successiva, in classe, durante la pausa della ricreazione, proprio nell’aula in cui per anni avevo ascoltato le sue spiegazioni, risposto alle sue domande, elaborato i miei temi, quelli che lei rigava spesso di rosso, in quella stessa aula in cui avevo trattenuto il respiro chissà quante volte, nei momenti che precedevano l’interrogazione, quando stai col fiato sospeso e speri che l’insegnante, tra tanti, non chiami proprio te. Fu un bell’incontro, quello, pieno di belle emozioni, di sorrisi sinceri e di simpatia. Una sorpresa. Non era come pensavo, scoprii. Quel muro che mi separava dalla prof (all’epoca però non ci saremmo mai permessi di chiamarla prof, la chiamavamo signora) esisteva solo nella mia mente, o comunque non era così insormontabile come mi appariva. Lo compresi solo allora, e solo allora compresi che per giudicare qualcuno o qualcosa devi aspettare che il tempo compia il suo lavoro, smussi gli angoli più acuminati del tuo vissuto, ti porti fuori, ti dia modo di guardare le cose dal loro esterno, senza l’inevitabile coinvolgimento di chi è dentro, di chi le vicende le vive in prima persona e le sente sulla sua pelle e non riesce quindi a valutarle con obiettività. Scoprii che il tempo, pur non cancellando i ricordi, riesce a renderli meno vividi, meno pungenti e quindi meno coinvolgenti. L’ho imparato allora, mentre guardavo alla professoressa con una serenità sconosciuta, mentre la vedevo sorridermi e la sentivo chiedermi cose e interessarsi di me. L’ho imparato là e ho continuato a sperimentarlo giorno dopo giorno. Oggi guardi alle cose di ieri e le valuti con la serenità che non avevi. Domani guarderai alle cose di oggi, anche alle più dolorose, con la serenità che ora non hai. Il tempo è il migliore amico del buon senso, dell’equilibrio, del giudizio pacato e obiettivo. Il tempo ci aiuta a sorridere laddove ora piangiamo, sa rendere più quieto il nostro cuore agitato. Quanto alla mia professoressa, era una brava insegnante, una persona leale e per bene. Se so mettere in fila quattro parole lo devo anche a lei. Ma riuscii a stabilirlo solo lì, in quel momento, in quell’assolata mattina di primavera, mentre, a giochi fermi, riuscivo a sorriderle come non mi era mai accaduto. Il tempo aveva compiuto il suo dovere.

AddThis Social Bookmark Button

Tiri Mancini

scritto il 12.03.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

L’Inter perde col Liverpool ed esce dall’Europa, Mancini annuncia la sua decisione di andarsene a fine stagione e scatena una ridda di voci e di ipotesi attorno ai motivi di questa inattesa e netta rottura. Un contratto di quattro anni sembrava aver blindato il tecnico jesino per molti anni ancora. Invece di colpo scopriamo che non è così, in un baleno, nell’atmosfera mesta e un po’ nervosa del dopopartita, con la delusione dell’eliminazione ancora tutta da smaltire, che ti fa il Mancio? Ti annuncia al mondo intero che se ne andrà, che i prossimi due mesi saranno gli ultimi, che da giugno la sua chioma brizzolata, il suo naso dal profilo un po’ marcato, il suo broncio divertente e indisponente, assieme all’inseparabile pullover verde e alla sua innata voglia di vincere, lo accompagneranno altrove. Peccato. Auguri Mancini, ovunque tu vada. Ci siamo divertiti.

Update: Sembra che il Mancio non se ne vada. Meglio così, no?

AddThis Social Bookmark Button

Il meteo e le pseudonotizie

scritto il 05.03.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 1 Commento »

Ne ho già parlato. Ci ritorno. Ci ritorno perché non se ne può più. Non se ne può più di notiziari meteo e di interi telegiornali dedicati alla temperatura che sale e scende. Ma è mai possibile che un giorno di quasi-freddo a marzo debba fare notizia? Ma il vecchio detto marzo pazzerello, sotto il sole con l’ombrello, noto e caro già ai nostri nonni, non ci dice nulla? Non ci aiuta a comprendere che uno sbalzo di temperatura, soprattutto nel mese di marzo, non può fare in alcun modo notizia? Stamani, nella mia città il termometro segna 6 °C, una temperatura del tutto normale in questo mese, nella mia zona. Che ti fa SkyTg24? Ti manda un inviato a filmare la città e a raccontarti in diretta di come i miei concittadini starebbero vivendo questa straordinaria giornata di freddo. Vuoi sapere come la vivono? Con assoluta indifferenza, così come si vive qualsiasi normale giornata di vita e di lavoro. Alla faccia dei media e delle loro pseudonotizie.

AddThis Social Bookmark Button

Forrest Gump

scritto il 01.03.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 1 Commento »

Mi piace Forrest Gump. E allora? Devo vergognarmene? L’ho visto una decina di volte, e stasera - finito questo post - mi fionderò sotto le coperte, infilerò il DVD nel mio computer portatile e me lo riguarderò, e attraverserò con gli occhi di Gump trent’anni di storia americana. E di sicuro qualche lacrimuccia righerà di nuovo il mio volto, dinanzi all’amore sconfinato, assoluto, puro, semplice, incondizionato che Forrest nutre per Jenny.

AddThis Social Bookmark Button

Marco Carta: chi era costui?

scritto il 01.03.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 3 Commenti »

Ma mi dici chi è codesto Marco Carta? Decine di persone giungono qua digitando su Google il suo nome e il suo cognome. Io non so chi sia e, mettiti il cuore in pace, non ne ho mai parlato. Né qua né altrove.

AddThis Social Bookmark Button

Maremoti

scritto il 20.02.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Ma una volta non si chiamavano maremoti? Perché chiamarli tsunami? Se proprio devi utilizzare vocaboli stranieri, utilizzali quando non esistono i loro corrispondenti italiani. Guarda qua: maremoto. Perché impegolarsi con lingue sconosciute quando non c’è ne bisogno?

AddThis Social Bookmark Button

Vincere il cancro?

scritto il 18.02.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | Commenti »

Di tanto in tanto, mi è successo anche stamani, leggo sui giornali persone più o meno note dichiarare: ho vinto il cancro. È bello apprendere di uomini e donne che sopravvivono alla più terribile delle malattie e che tornano pian piano, nei limiti del possibile, alla loro vita di un tempo. Chi mi conosce sa, peraltro, che attorno a me più di una persona ha dovuto fare i conti con la spietatezza di questo male. E chi mi conosce sa quanto io ne abbia sofferto e ne soffra ancora. Alcuni ne sono usciti, altri no. Ma a quelli che ne sono usciti, e che con la loro presenza e con la loro ritrovata serenità continuano ad allietare le mie giornate, non ho mai sentito dire: ho vinto il cancro. Perché dire ho vinto significherebbe dire che chi non ce l’ha fatta ha perso. Ma chi non ce la fa non è affatto un perdente. Chi non ce la fa soccombe dopo aver dato tutto se stesso, dopo aver sopportato con somma dignità le atroci sofferenze fisiche, psicologiche e morali che il male reca con sé. Chi non ce la fa rimane aggrappato alla vita con tutta l’anima, anche quando è alle prese con la devastazione di cui solo il cancro è capace. Chi non ce la fa muore, certo, ma muore sotto i colpi di un nemico che è molto più grande di noi. E contro nemici più grandi di noi non possiamo né vincere né perdere. Semplicemente non dovremmo mai trovarceli di fronte.

AddThis Social Bookmark Button

I semini

scritto il 08.02.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 1 Commento »

Hai mai mangiato un lampone? Buono, vero? Eppure il lampone è pieno di semini, e quando lo mangi, tutti quei semini ti si infilano negli spazi interdentali, e sono fastidiosi, e rimuoverli è  uno stress, e magari ti ci vuole pure il filo interdentale. Però quando mangi il lampone, pensi a tutto meno che a quei semini. Perché il lampone è buono e tu sei concentrato sul suo sapore e dei semini manco ti accorgi. Ecco, io credo che con le persone che ci circondano dovremmo avere lo stesso atteggiamento. Anche loro, come tutti, hanno i loro semini, i loro piccoli difetti, ma se ci concentriamo sulla sostanza, se guardiamo aldilà dei loro limiti, se ci concentriamo sul loro sapore, i semini divengono invisibili e spesso ci accorgiamo che dietro quei piccoli difetti ci sono persone uniche, dalle quali possiamo imparare molto, persone che vale la pena di conoscere, senza badare troppo ai semini. Ché di semini ne abbiamo tutti, noi per primi.

AddThis Social Bookmark Button

Assolutamente sì

scritto il 01.02.08 da marco traferri e archiviato in pensieri liberi | 1 Commento »

Non ne posso più di tutta questa gente che dice assolutamente sì. Ma non basta dire ? Perché devi metterci quel ridicolo assolutamente? Forse il tuo non basta? Se dici solo rischi che la gente non ti creda? Se  fosse davvero così non sarebbe il caso di preoccuparsi un po’?

AddThis Social Bookmark Button