Archivi per la categoria ‘I miei pensieri’
Nodar Kumaritashvili e lo spettacolo della morte
Quando vedo alla TV le immagini di un uomo che muore, come accaduto ieri alle Olimpiadi invernali di Vancouver allo slittinista Nodar Kumaritashvili, rimango sempre perplesso. Perché mostrarle? Perché sbattere in prima pagina il volto ormai spento e sanguinante di quel povero ragazzo? Perché mostrarlo mentre vola via dal suo slittino per finire la sua vita addosso a un pilastro? Mi dirai: è cronaca, è diritto di cronaca. Sono d’accordo con te, ma cosa aggiungono alla cronaca le immagini di un ragazzo che sta inconsapevolmente vivendo i suoi ultimi istanti di vita? Aggiungono qualcosa? Cosa? Dimmelo, ti ascolto. Magari non ci arrivo io. Se me lo fai capire te ne sono grato. E i suoi genitori? I suoi fratelli? I suoi cari? Non ti chiedi cosa possono provare quelle povere persone nel veder morire il loro figliolo, il loro giovane amico, il loro fratello in quel modo? E ai bambini che guardano la TV e che di colpo, magari per la prima volta, si trovano a fare i conti con la dura realtà della morte, per giunta improvvisa? Non ci pensi? Boh, sono perplesso. Sono domande che mi pongo spesso, sai? Me le ponevo anche nell’occasione del terribile incidente occorso nell’agosto 2008 lungo l’autostrada A4, ripreso dalle telecamere di Autovie Venete e poi trasmesso ovunque. In quella circostanza, alla fine, mi convinsi che vedere quelle immagini avrebbe potuto rappresentare uno sprone per tutti gli automobilisti, me compreso, a rispettare sempre il Codice della strada, a mostrare prudenza, a non azzardare mai nulla. Nel caso del povero Nodar Kumaritashvili, mi sforzo, ma non trovo alcuna motivazione che giustifichi la pubblicazione di quel che abbiamo visto tutti. Se tu nei hai qualcuna, son qua che attendo di capire. Grazie.
Terremoto nelle Marche: la terra si muove, i media no
Continuano le scosse di terremoto nelle Marche. Le zone di Fermo e Ascoli Piceno continuano a tremare senza tregua. Quattro scosse negli ultimi tre giorni. Una, di magnitudo 3.0, appena un’ora fa. Eccoti l’elenco aggiornato dei movimenti tellurici che a partire dallo scorso ottobre hanno colpito la zona. Il tutto – eccezion fatta per le scosse del 12 gennaio scorso, due delle quali di magnitudo 4.0 e 4.1 – nel più totale silenzio dei media. La terra si muove, i media no.
| Data | Ora | Magnitudo |
| 14.10.2009 | 21.34.17 | 3.0 |
| 14.10.2009 | 21.37.59 | 2.8 |
| 17.10.2009 | 08.00.51 | 2.7 |
| 19.10.2009 | 13.47.40 | 2.7 |
| 28.10.2009 | 15.16.20 | 2.8 |
| 14.12.2009 | 17.54.24 | 2.5 |
| 08.01.2010 | 23.40.20 | 2.9 |
| 10.01.2010 | 09.33.35 | 3.9 |
| 10.01.2010 | 13.37.36 | 3.1 |
| 10.01.2010 | 15.02.22 | 1.7 |
| 12.01.2010 | 09.07.16 | 2.9 |
| 12.01.2010 | 09.25.10 | 4.0 |
| 12.01.2010 | 09.35.59 | 2.6 |
| 12.01.2010 | 09.48.51 | 2.6 |
| 12.01.2010 | 12.26.49 | 2.7 |
| 12.01.2010 | 12.40.39 | 2.7 |
| 12.01.2010 | 14.35.44 | 4.1 |
| 12.01.2010 | 15.04.40 | 2.5 |
| 12.01.2010 | 20.05.05 | 2.8 |
| 13.01.2010 | 02.24.20 | 2.5 |
| 15.01.2010 | 14.35.29 | 2.6 |
| 15.01.2010 | 20.13.32 | 3.1 |
| 23.02.2010 | 12.32.34 | 2.7 |
| 01.02.2010 | 12.30.15 | 2.6 |
| 02.02.2010 | 20.42.43 | 3.5 |
| 02.02.2010 | 20.46.43 | 2.6 |
| 03.02.2010 | 08.53.55 | 3.0 |
A Milano c’era il derby: in memoria di Guerrino
Partiamo in cinque: io, mio padre, elPustì, Guerrino e suo figlio Simone. Partiamo all’alba del 17 marzo 1985. È una fresca e soleggiata domenica di primavera. La Citröen CX Break di mio padre punta verso Milano. Alle 14.30 c’è il derby. San Siro è ancora quello di un tempo: due soli anelli, posti numerati solo in tribuna. Chi tardi arriva male alloggia. Se non fosse per la presenza d’elPustì, la spedizione sarebbe del tutto equilibrata: io e mio padre a tenere per l’Inter, Guerrino e suo figlio per il Milan. Ma elPustì c’è, e con lui l’ago della bilancia pende inesorabilmente dalla parte nerazzurra. Ha vissuto i fasti dell’Inter di Herrera, si è lasciato rapire dagli affondo di Facchetti, dai lanci millimetrici di Suarez, dai guizzi di Sandro Mazzola, dalla foglia morta di Mariolino Corso. Ha visto Peiró beffare il portiere del Liverpool, ha udito mille volte Il Mago proferire taca la bala e ha visto la Beneamata trionfare al Prater, sconfiggere il Benfica, battere e ribattere l’Independiente, salire sul tetto d’Europa e del Mondo due volte consecutive. L’Inter, elPustì, ce l’ha nel sangue. Guerrino no. Lui tiene per il Milan. È il cugino di mio padre, hanno più o meno la stessa età. La passione calcistica li divide, certo, ma vanno d’accordo, si stimano. Si vedono spesso al bar e magari discutono animatamente, ma non hanno mai alcun motivo di buttarla sul personale. Sono uomini a modo, amano il calcio ma sanno tenerlo al posto giusto. Tant’è che, da buoni cugini, l’avventura del derby scelgono di viverla insieme. È la ventunesima di trenta giornate. L’Hellas Verona guidata da Osvaldo Bagnoli corre verso il suo storico scudetto. L’Inter e il Milan si accontenteranno del terzo e del quinto posto. Massimo Moratti e Silvio Berlusconi sono ancora lontani. L’Inter è nelle mani del rag. Ernesto Pellegrini, il cuoco di Villar Perosa, mentre il Milan è proprietà di un inguaiato Giuseppe Farina. A guidare i nerazzurri Ilario Castagner, quello del Perugia dei miracoli. Sulla panchina rossonera c’è Il Barone: Nils Liedholm. Là davanti, a farmi sognare, Karl Heinz Rummenigge. Loro hanno Mark Hateley e Pietro Paolo Virdis. Arriviamo allo stadio più tardi del previsto; gli spalti sono già gremiti in ogni ordine di posto. Ci sistemiamo in quella che oggi chiamano Tribuna Arancio, in piedi, stretti stretti, nell’angolino alto di sinistra, al pari della linea di porta. Non è una gran posizione ma va bene lo stesso. Sono teso, ho appena 17 anni ed è la prima volta che assisto a un derby. Mi estraneo dal resto della truppa. Per novanta minuti i miei compagni di viaggio non esistono: c’è solo l’Inter. Pazienza se Guerrino e suo figlio fanno il tifo per quegli altri. Io sono lì per l’Inter. Passano in vantaggio loro, orca l’oca. Guerrino e Simone esultano. Io sto malissimo. Poi Rummenigge – gol storico il suo – infila Terraneo con un missile terra-aria senza precedenti. Stavolta esulto io. Simone e Guerrino tacciono. A dieci minuti dal termine raddoppia Spillo Altobelli. Esulto di nuovo e di più. Sembra fatta. Ma a pochi istanti dal fischio finale Vinicio Verza ristabilisce la parità. Guerrino e Simone possono liberare la loro gioia. Finisce 2-2. Torniamo a casa senza vinti né vincitori. Il viaggio di ritorno, smaltita la tensione della gara, è divertente. Quattro ore a parlare del derby, quattro ore a difendere le proprie passioni. Un abitacolo e cinque commissari tecnici. elPustì parla poco, c’è rimasto male; il gol beccato all’89° non l’ha digerito proprio. La sua Inter, l’Inter di Herrera, avrebbe vinto. Io e Simone ci punzecchiamo più volte, ma senza cattiveria. Meritava l’Inter. No, meritava il Milan. Ha giocato meglio l’Inter. No, ha giocato meglio il Milan. Non se ne esce. Siamo giovani e convinti. Con gli anni impareremo che non vale la pena. Mio padre vede nerazzurro ma parla poco e si limita a guidare. Guerrino vede rossonero, e parla, ma con garbo come sempre. Tra una chiacchiera e l’altra, tra uno sfottò e una punzecchiata, arriviamo ad Ancona e pigliamo la strada di casa. Ci siamo divertiti. È stata una bella esperienza. La ricordo ancora oggi, a 25 anni di distanza. Ho imparato là che il calcio non può e non deve in alcun modo dividere. Ho imparato là che la differenza di età non rappresenta un ostacolo ma una ricchezza. Ma è un’esperienza che non potrò più ripetere. elPustì se ne è andato alcuni anni fa. Guerrino ci ha lasciati ieri, all’improvviso, a pochi passi dalla moglie. Lei lo attendeva in auto. Torno subito le aveva detto. Non c’è riuscito. Mi piange il cuore.
Terremoto nelle Marche: i media continuano a tacere
Continuano le scosse di terremoto nell’area di Ascoli Piceno. Continuano nel silenzio dei media. Ne riferivo già il 30 ottobre. Eccoti, aggiornata, la tabella dei movimenti tellurici che hanno interessato la zona negli ultimi tre mesi. E visto che nessuno ne parla, eccoti le istruzioni della Protezione Civile su cosa fare in caso di forti scosse. Non ce ne sarà bisogno, certo. Ma io un’occhiata ogni tanto, visto il susseguirsi delle scosse, preferisco dargliela. Alla faccia, lo ribadisco, dei media e del loro silenzio narcotizzante.
| Data | Ora | Magnitudo |
| 14.10.2009 | 21.34.17 | 3.0 |
| 14.10.2009 | 21.37.59 | 2.8 |
| 17.10.2009 | 08.00.51 | 2.7 |
| 19.10.2009 | 13.47.40 | 2.7 |
| 28.10.2009 | 15.16.20 | 2.8 |
| 14.12.2009 | 17.54.24 | 2.5 |
| 08.01.2010 | 23.40.20 | 2.9 |
| 10.01.2010 | 09.33.35 | 3.9 |
| 10.01.2010 | 13.37.36 | 3.1 |
| 10.01.2010 | 15.02.22 | 1.7 |
Twitter: i 10 motivi per cui lo utilizzo
I 10 motivi per cui utilizzo Twitter:
- Si aggiorna velocemente
- Ti aggiorna velocemente
- Aggiorna velocemente gli altri su di te
- Ti abitua alla sintesi
- Ti abitua al rumore di fondo
- Aggrega persone per centri di interesse
- Arriva dove i media non possono arrivare
- Arriva dove i media non vogliono arrivare
- Arriva dove la censura non vorrebbe arrivasse
- Dà modo alla mia mamma di sapere dove sono e cosa faccio
E tu?
Botti deficienti
E arriverà la mezzanotte del 31 dicembre, e arriveranno i botti di Capodanno, e arriveranno i feriti, e speriamo non arrivino i morti. E soprattutto speriamo arrivi presto il giorno in cui l’abitudine deficiente di sparare sparare sparare sparisca.
Videomemory: il mio primo giorno di scuola
Un tuffo nella memoria, grazie al lavoro di acquisizione svolto da mio fratello Manuel. 1 ottobre 1973, il mio primo giorno di scuola. Fiocco dalle dimensioni improbabili, cartella colorata e chicchissima, un po’ di emozione anzi tanta, la Citroen DS rossa di mio padre, tutta la famiglia al mio seguito. Eccomi qua, con l’intera vita dinanzi a me.
Anno bello e difficile, il mio 2009
Anno bello e difficile, il mio 2009. Anno di nuove iniziative e nuove idee. Anno di HeyZoom, l’innovativa startup avviata proprio all’inizio del 2009 e che, con i suoi video per Internet, ha già saputo conquistarsi una dignitosa quota di mercato. Anno di Sarai Belo Te, il libro che nasce dall’omonimo blog dedicato al vernacolo anconetano e che continua a vendere senza posa. Anno di nuove collaborazioni; su tutte quella con la brava e preziosa filmaker Laura Viezzoli, professionista di alto profilo di cui è appena uscito 74 miglia. Ma anche anno di collaborazioni concluse, di progetti giunti al capolinea, di idee inizialmente rumorose e divertenti giunte più o meno lentamente al loro traguardo. Anno del tango, anno di Maggie e Roberta che vincono ovunque vadano, anno di persone per bene che muoiono, anno di meravigliose vacanze estive in montagna e di funivie che si bloccano. Anno di Aperitivi microfonati e di giornalismo partecipativo ai Sabati di Blumouse, anno dell’ansia e della paura, anno segnato da problemi che lasciavano presagire giorni ben più cupi, giorni che sembrano ormai alle spalle. Avanti così, c’è ancora molto da fare, molto da inventare. Grazie a tutti voi che continuate a vivermi vicino. Nel 2010 proveremo a divertirci ancor di più.
Facebook e i gruppi violenti: qualche primo timido passo?
Sembra che Facebook abbia iniziato a prendere posizione in merito ai gruppi di intonazione violenta, razzista, diffamatoria di cui tra l’altro mi occupavo qua. Spariti, per esempio, molti dei gruppi incitanti all’odio (razziale e non) nei confronti di Balotelli. Ancora in piedi, ahimè, qualche gruppo di pari stampo dedicato a Lucarelli. Auguriamoci li chiudano presto e chiudano presto anche gli account dei gentili signori iscritti a tali iniziative indegne. C’è comunque ancora molto da fare, e non solo in relazione ai due calciatori menzionati. Nnumerosi altri gruppi incitanti all’odio nei confronti di molti altri personaggi pubblici sono ancora online. Spero i signori di Facebook continuino a lavorare in tal senso.
Champions League, coltivazione mediatica, frode culturale

Premessa: in questo post si parla di media. Il calcio è preso a esempio di quel che nel nostro paese succede da anni. Evitiamo commenti pro o contro quella o quell’altra squadra. Non ci azzeccherebbero, come direbbe qualcuno. Grazie.
Ti qualifichi per il secondo turno di Champions League in un girone vinto dal Barcellona, la squadra di calcio più forte del mondo. Ottieni la qualificazione senza troppi patemi d’animo, giocando la gara decisiva con determinazione, grinta e lucidità, senza concedere nulla al tuo avversario. Domini il girone d’andata del tuo campionato, andando a vincere ovunque e cedendo casualmente tre punti a una sgangherata terza in classifica sempre più piena di guai e di sconfitte. Schianti la seconda in classifica rifilandogliene quattro e potevano essere sei. Tutto questo mentre le due antagoniste appena menzionate, rispettivamente escono dalla Champions League beccando quattro sberle in casa da un avversario che ha di certo vissuti anni migliori e che non è manco lontano parente del tuo Barcellona, e soffrono oltre misura contro un avversario di fatto inesistente che rischia più e più volte di sbatterli fuori. E mentre accade tutto ciò i media del tuo paese che fanno? Continuano a farti credere, per mesi e mesi, che stai disputando una stagione fallimentare, che giochi male mentre gli altri, loro sì che giocano un bel calcio, che oltralpe non riesci a combinare nulla mentre gli altri, loro sì che sono bravi, che il tuo allenatore è un incompetente fallito mentre quelli degli altri, loro sì che sono in gamba, che lo scudetto, quello che vinci a mani basse da quattro stagioni consecutive impartendo ai tuoi antagonisti distacchi siderali, non conta nulla, ché è la Champions a contare, e che loro sì che in Champions sono bravi, e che non baratterebbero mai una Champions con uno scudetto, mentre anche i più sprovveduti sanno che – sotto sotto – i tuoi antagonisti – per uno scudettino farebbero giustamente carte false. Come la chiami questa? Coltivazione mediatica volta a generare nei fruitori dell’informazione le convinzioni di cui sopra, a tutto vantaggio di chi il potere mediatico lo detiene e lo può gestire? Non male. Ma io preferisco chiamarla frode culturale, manipolazione dei fatti e della realtà. Cosa da poco? Non credo: se i media fanno così col calcio, figuriamoci cosa combinano con quel che conta.

