Audiolibri: e se fossero troppo lunghi? 

scritto il 31.08.08 da marco traferri e archiviato in I miei pensieri

Sandro Veronesi legge Caos calmo, Gianrico Carofiglio legge Testimone inconsapevole, Roberto Saviano legge Gomorra, sono alcuni ottimi esempi di quella che forse è, perlomeno in Italia, la tendenza più recente in tema di audiolibri. Prendi un libro di successo, lo fai leggere dall’autore stesso e ne realizzi appunto un audiolibro. Niente più attori dunque, niente più voci professioniste preparate e leccate a dovere. Sembra che i lettori (o meglio, gli ascoltatori) si lascino coinvolgere più dalla voce dell’autore, dalla voce di chi il libro l’ha ideato, l’ha scritto, l’ha sudato, che da una e aperta o chiusa come DOP comanda. L’idea mi pare carina e suggestiva. Però c’è un però. Un libro nasce per essere letto, non per essere ascoltato. Leggerlo, registrarlo, ascoltarlo non significa spesso snaturarlo? Un libro reso in audiolibro occupa sovente una decina di CD, una decina di ore di ascolto, se non di più. Quanta gente trovi disposta a seguirti dieci ore di narrazione? Quanti di noi sono in grado di rimanere ore e ore concentrati su quell’unica voce che parla parla parla senza sosta, mentre magari guidano l’auto, viaggiano in metropolitana, camminano lungo il corso e osservano le ultime novità esposte in vetrina? Io, che vivo viaggiando in auto da solo per lunghe ore il giorno, ci ho provato, ma ti assicuro che spesso, mentre ascolto, mi annoio, la mia mente vaga altrove, perdo il filo e spesso finisco col desistere dall’ascoltare e col tornare a godermi un po’ della mia musica. Allora mi chiedo: non sarebbe forse meglio, per provare a diffondere la comunque bella abitudine all’audiolibro, studiare testi che siano sin dall’inizio destinati all’ascolto? Non sarebbe più adeguato ideare prodotti che abbiano sin dall’inizio la vocazione ad essere ascoltati piuttosto che letti? Perché non porsi, per esempio, l’obiettivo di realizzare audiolibri la cui durata non superi i canonici 70 minuti di un audio CD? Io credo che ne potrebbero uscire opere molto più godibili, ascoltabili e quindi vendibili. Nel mio piccolo, con la mia esperienza e con i miei limiti, con le mie sole e scarse forze, ci sto già lavorando su da tempo. Tu che ne pensi?

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