L’abuso del verbo fare 
scritto il 16.08.08 da marco traferri e archiviato in I miei pensieri
I discorsi non si fanno; si tengono o al limite si pronunciano. Nemmeno le strade si fanno, bensì si percorrono. A farle ci pensa lo Stato. Anzi no: lo Stato le realizza, le costruisce. Le domande si pongono o si rivolgono, ché se le fai non ti risponde nessuno. I biglietti si acquistano, ché farli, anzi stamparli, è compito della tipografia. I soldi si guadagnano, si accumulano, si accantonano ma non si fanno. Neanche i debiti si fanno; piuttosto si contraggono, un po’ come capita per certe malattie. I panini si preparano, ché farli è più complesso. Le barche si acquistano, le automobili pure. Se proprio non le vuoi comprare noleggiale ma non farle. Le indagini si svolgono, gli errori si commettono, i contratti si stipulano, le visite si recano, gli esami si sostengono, i ricorsi si presentano.
insopportabilità 

Quando qualcuno urlerà “Fate l’amore, non fate la guerra”
lo redarguideremo con la frase “Copulate, non combattete!”
ma mi FACCIA il piacere!
Le faccio volentieri un piacere, caro Pascal. Le segnalo una paginetta sulla quale potrà tornarle utile riflettere:
http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=63
Saluti cari.