L’abuso del verbo fare

I discorsi non si fanno; si tengono o al limite si pronunciano. Nemmeno le strade si fanno, bensì si percorrono. A farle ci pensa lo Stato. Anzi no: lo Stato le realizza, le costruisce. Le domande si pongono o si rivolgono, ché se le fai non ti risponde nessuno. I biglietti si acquistano, ché farli, anzi stamparli, è compito della tipografia. I soldi si guadagnano, si accumulano, si accantonano ma non si fanno. Neanche i debiti si fanno; piuttosto si contraggono, un po’ come capita per certe malattie. I panini si preparano, ché farli è più complesso. Le  barche si acquistano, le automobili pure. Se proprio non le vuoi comprare noleggiale ma non farle. Le indagini si svolgono, gli errori si commettono, i contratti si stipulano, le visite si recano, gli esami si sostengono, i ricorsi si presentano.

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2 Commenti

  1. Pubblicato 19 agosto 2008 alle 11:27 | Link Permanente

    Quando qualcuno urlerà “Fate l’amore, non fate la guerra”
    lo redarguideremo con la frase “Copulate, non combattete!”

    ma mi FACCIA il piacere! :)

  2. marco traferri
    Pubblicato 19 agosto 2008 alle 21:51 | Link Permanente

    Le faccio volentieri un piacere, caro Pascal. Le segnalo una paginetta sulla quale potrà tornarle utile riflettere:
    http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=63
    Saluti cari.

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