Remo Zito racconta Remo Zito: il video dell’intervista

Ci sono lavori che mi affascinano più di altri. Sono i lavori di cui alla fine vado più fiero. Tra questi c’è una nuova iniziativa, di cui ti ho già parlato, che sto sviluppando per Blumouse Computer, lo store informatico di Ancona, fondato e diretto da mio fratello Elenio. Per lui, e insieme alla filmaker Laura Viezzoli, ho ideato Blumouse Coffee, una serie di incontri con alcuni personaggi della mia città: Ancona. Non sono personaggi comuni, ma piuttosto uomini e donne che – per periodi di tempo più o meno lunghi – abbiano saputo guadagnarsi successo e popolarità dentro e fuori la città, uomini e donne che in un modo o nell’altro abbiano saputo eccellere nel loro lavoro, nelle loro passioni, e che abbiano in qualche misura contribuito a scrivere un piccolo pezzettino di storia anconetana. Li incontro da Blumouse Computer, davanti a un buon caffè e alla telecamera discreta e curiosa di Laura Viezzoli, per dare modo ad Ancona di riscoprirli, di conoscerli meglio e di rivivere con loro i momenti più belli e più significativi della loro storia e del loro rapporto con la loro città: Ancona. Comincio con Remo Zito, leader e solista dei Via Verdi, gruppo tutto anconetano che con Diamond, nell’ormai lontano 1986, raggiunse la vetta della classifica dei dischi più venduti in Italia. Ecco il video dell’incontro: Remo Zito racconta Remo Zito.

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Esce l’audiolibro Il Racconto della Musica

Esce Il Racconto della Musica - dal suono della natura al jazz, audiolibro del mio amico Leo Sorge. Narrato dalla splendida voce dell’attore Bruno Maria Tallini, Il Racconto della Musica narra la storia della musica seguendo percorsi insoliti e poco noti al grande pubblico. Dalla musica degli assiri sino al jazz, passando per la musica greca, quella afroccidentale, il canto gregoriano, la musica precolombiana, il violino di Stradivari; in un escursus ricco di storia e di suggestione. Il Racconto della Musica è distribuito in download, in sei file mp3 di alta qualità (192 kbps stereo), uno per ogni capitolo, per oltre un’ora di narrazione, ed è corredato dell’intero testo in formato pdf. Ci ho lavorato per lungo tempo, proprio allo scopo di garantire al lavoro il massimo della qualità. Il resto l’hanno fatto la penna di Leo Sorge e la voce di Bruno Maria Tallini. Spero ti piaccia. Non costa molto. L’audiolibro Il Racconto della Musica è acquistabile presso HeyZoom Shopseguendo questo link. Qua sotto trovi un’anteprima.

 
 Il Racconto della Musica: Anteprima: Play Now | Play in Popup | Download
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Remo Zito racconta Remo Zito: le foto dell’incontro

Ecco qualche foto dell’intervista che stamani Remo Zito, leader e solista dei Via Verdi negli anni ‘80, mi ha rilasciato presso Blumouse Computer, nell’ambito di Blumouse Coffee, una serie di incontri coi personaggi noti della mia città: Ancona. Il video dell’intervista, realizzato da Laura Viezzoli, sarà online ai primi di marzo.

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Remo Zito racconta Remo Zito: intervisto domani il leader dei Via Verdi

Domattina alle 10.00 mi troverai ad Ancona presso Blumouse Computer, in via Martiri della Resistenza 32. Sarò impegnato in Remo Zito racconta Remo Zito. Intervisterò – davanti alla telecamera di Laura Viezzoli – il leader dei Via Verdi, il gruppo che nella seconda metà degli anni ‘80 – col suo Diamond – conquistò la vetta dei dischi più venduti in Italia. Nascerà così, domani, con questa prima intervista, Blumouse Coffee, una serie di incontri con alcuni dei personaggi più noti della mia città, Ancona. Te la ricordi Diamond? Il suo refrain divenne il tormentone dell’estate 1986. Se non te la ricordi, ma non ci credo, te la metto qua sotto, direttamente da YouTube. A domani, ti aspetto. Da Blumouse Computer c’è ancora qualche posto libero. (P.S. il blog di Blumouse Coffe è in allestimento. Stay connected).

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Nodar Kumaritashvili e lo spettacolo della morte

Quando vedo alla TV le immagini di un uomo che muore, come accaduto ieri alle Olimpiadi invernali di Vancouver allo slittinista Nodar Kumaritashvili, rimango sempre perplesso. Perché mostrarle? Perché sbattere in prima pagina il volto ormai spento e sanguinante di quel povero ragazzo? Perché mostrarlo mentre vola via dal suo slittino per finire la sua vita addosso a un pilastro? Mi dirai: è cronaca, è diritto di cronaca. Sono d’accordo con te, ma cosa aggiungono alla cronaca le immagini di un ragazzo che sta inconsapevolmente vivendo i suoi ultimi istanti di vita? Aggiungono qualcosa? Cosa? Dimmelo, ti ascolto. Magari non ci arrivo io. Se me lo fai capire te ne sono grato. E i suoi genitori? I suoi fratelli? I suoi  cari? Non ti chiedi cosa possono provare quelle povere persone nel veder morire il loro figliolo, il loro giovane amico, il loro fratello in quel modo? E ai bambini che guardano la TV e che di colpo, magari per la prima volta, si trovano a fare i conti con la dura realtà della morte,  per giunta improvvisa? Non ci pensi? Boh, sono perplesso. Sono domande che mi pongo spesso, sai? Me le ponevo anche nell’occasione del terribile incidente occorso nell’agosto 2008 lungo l’autostrada A4, ripreso dalle telecamere di Autovie Venete e poi trasmesso ovunque. In quella circostanza, alla fine, mi convinsi che vedere quelle immagini avrebbe potuto rappresentare uno sprone per tutti gli automobilisti, me compreso, a rispettare sempre il Codice della strada, a mostrare prudenza, a non azzardare mai nulla. Nel caso del povero Nodar Kumaritashvili, mi sforzo, ma non trovo alcuna motivazione che giustifichi la pubblicazione di quel che abbiamo visto tutti. Se tu nei hai qualcuna, son qua che attendo di capire. Grazie.

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Terremoto nelle Marche: la terra si muove, i media no

Continuano le scosse di terremoto nelle Marche. Le zone di Fermo e Ascoli Piceno continuano a tremare senza tregua. Quattro scosse negli ultimi tre giorni. Una, di magnitudo 3.0, appena un’ora fa. Eccoti l’elenco aggiornato dei movimenti tellurici che a partire dallo scorso ottobre hanno colpito la zona. Il tutto – eccezion fatta per le scosse del 12  gennaio scorso, due delle quali di magnitudo 4.0 e 4.1 – nel più totale silenzio dei media. La terra si muove, i media no.

Data Ora Magnitudo
14.10.2009 21.34.17 3.0
14.10.2009 21.37.59 2.8
17.10.2009 08.00.51 2.7
19.10.2009 13.47.40 2.7
28.10.2009 15.16.20 2.8
14.12.2009 17.54.24 2.5
08.01.2010 23.40.20 2.9
10.01.2010 09.33.35 3.9
10.01.2010 13.37.36 3.1
10.01.2010 15.02.22 1.7
12.01.2010 09.07.16 2.9
12.01.2010 09.25.10 4.0
12.01.2010 09.35.59 2.6
12.01.2010 09.48.51 2.6
12.01.2010 12.26.49 2.7
12.01.2010 12.40.39 2.7
12.01.2010 14.35.44 4.1
12.01.2010 15.04.40 2.5
12.01.2010 20.05.05 2.8
13.01.2010 02.24.20 2.5
15.01.2010 14.35.29 2.6
15.01.2010 20.13.32 3.1
23.02.2010 12.32.34 2.7
01.02.2010 12.30.15 2.6
02.02.2010 20.42.43 3.5
02.02.2010 20.46.43 2.6
03.02.2010 08.53.55 3.0
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Alessandro Marangoni e i Péchés de vieillesse di Gioachino Rossini

Il pianista Alessandro Marangoni ha appena inciso il terzo CD dei Péchés de vieillesse di Gioacchino Rossini, per l’etichetta discografica Naxos. Cosa sono i Péchés de vieillesse? Quando e perché Gioachino Rossini li compose? Quali sono le principali peculiarità di questo lavoro? Sono andato a Milano, presso lo show room di Classica Musica,  per incontrare Alessandro Marangoni, che ha intrapreso la registrazione integrale dei Péchés de vieillesse (16 CD), e per farmi raccontare un po’ di cose dinanzi alla telecamera. Ecco il video. L’ho realizzato per Da Capo al Fine, proprio nei giorni in cui il primo podcast dedicato alla musica classica, fondato dal sottoscritto nel gennaio del 2005, compiva il suo quinto anno di vita e rinnovava da  cima a fondo la sua veste grafica. Eccola.

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Le corde colorate dell’arpa

Non sapevo che le corde dell’arpa fossero colorate. Me lo ha insegnato, giovedì scorso a Milano, la nota arpista, e mia amica, Floraleda Sacchi. La trovi qua sotto e su Da Capo al Fine, come ogni mio lavoro inerente alla musica  classica.

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A Milano c’era il derby: in memoria di Guerrino

Partiamo in cinque: io, mio padre, elPustì, Guerrino e suo figlio Simone. Partiamo all’alba del 17 marzo 1985. È una fresca e soleggiata domenica di primavera. La  Citröen CX Break di mio padre punta verso Milano. Alle 14.30 c’è il derby. San Siro è ancora quello di un tempo: due soli anelli, posti numerati solo in tribuna. Chi tardi arriva male alloggia. Se non fosse per la presenza d’elPustì, la spedizione sarebbe del tutto equilibrata: io e mio padre a tenere per l’Inter, Guerrino e suo figlio per il Milan. Ma elPustì c’è, e con lui l’ago della bilancia pende inesorabilmente dalla parte nerazzurra. Ha vissuto i fasti dell’Inter di Herrera, si è lasciato rapire dagli affondo di Facchetti, dai lanci millimetrici di Suarez, dai guizzi di Sandro Mazzola, dalla foglia morta di Mariolino Corso. Ha visto Peiró beffare il portiere del Liverpool, ha udito mille volte Il Mago proferire taca la bala e ha visto la Beneamata trionfare al Prater, sconfiggere il Benfica, battere e ribattere l’Independiente, salire sul tetto d’Europa e del Mondo due volte consecutive. L’Inter, elPustì, ce l’ha nel sangue. Guerrino no. Lui tiene per il Milan. È il cugino di mio padre, hanno più o meno la stessa età. La passione calcistica li divide, certo, ma vanno d’accordo, si stimano. Si vedono spesso al bar e magari discutono animatamente, ma non hanno mai alcun motivo di buttarla sul personale. Sono uomini a modo, amano il calcio ma sanno tenerlo al posto giusto. Tant’è che, da buoni cugini, l’avventura del derby scelgono di viverla insieme. È la ventunesima di trenta giornate. L’Hellas Verona guidata da Osvaldo Bagnoli corre verso il suo storico scudetto. L’Inter e il Milan si accontenteranno del terzo e del quinto posto. Massimo Moratti e Silvio Berlusconi sono ancora lontani. L’Inter è nelle mani del rag. Ernesto Pellegrini, il cuoco di Villar Perosa, mentre il Milan è proprietà di un inguaiato Giuseppe Farina. A guidare i nerazzurri Ilario Castagner, quello del Perugia dei miracoli. Sulla panchina rossonera c’è Il Barone: Nils Liedholm. Là davanti, a farmi sognare, Karl Heinz Rummenigge.  Loro hanno Mark Hateley e Pietro Paolo Virdis. Arriviamo allo stadio più tardi del previsto; gli spalti sono già gremiti in ogni ordine di posto. Ci sistemiamo in quella che oggi chiamano Tribuna Arancio, in piedi, stretti stretti, nell’angolino alto di sinistra, al pari della linea di porta. Non è una gran posizione ma va bene lo stesso. Sono teso, ho appena 17 anni ed è la prima volta che assisto a un derby. Mi estraneo dal resto della truppa. Per novanta minuti i miei compagni di viaggio non esistono: c’è solo l’Inter. Pazienza se Guerrino e suo figlio fanno il tifo per quegli altri. Io sono lì per l’Inter. Passano in vantaggio loro, orca l’oca. Guerrino e Simone esultano. Io sto malissimo. Poi Rummenigge – gol storico il suo – infila Terraneo con un missile terra-aria senza precedenti. Stavolta esulto io. Simone e Guerrino tacciono. A dieci minuti dal termine raddoppia Spillo Altobelli. Esulto di nuovo e di più. Sembra fatta. Ma a pochi istanti dal fischio finale Vinicio Verza ristabilisce la parità. Guerrino e Simone possono liberare la loro gioia. Finisce 2-2. Torniamo a casa senza vinti né vincitori. Il viaggio di ritorno, smaltita la tensione della gara, è divertente. Quattro ore a parlare del derby, quattro ore a difendere le proprie passioni.  Un abitacolo e cinque commissari tecnici. elPustì parla poco, c’è rimasto male; il gol beccato all’89° non l’ha digerito proprio. La sua Inter, l’Inter di Herrera, avrebbe vinto. Io e Simone ci punzecchiamo più volte, ma senza cattiveria. Meritava l’Inter. No, meritava il Milan. Ha giocato meglio l’Inter. No, ha giocato meglio il Milan. Non se ne esce. Siamo giovani e convinti. Con gli anni impareremo che non vale la pena. Mio padre vede nerazzurro ma parla poco e si limita a guidare. Guerrino vede rossonero, e parla, ma con garbo come sempre. Tra una chiacchiera e l’altra, tra uno sfottò e una punzecchiata, arriviamo ad Ancona e pigliamo la strada di casa. Ci siamo divertiti. È stata una bella esperienza. La ricordo ancora oggi, a 25 anni di distanza. Ho imparato là che il calcio non può e non deve in alcun modo dividere. Ho imparato là che la differenza di età non rappresenta un ostacolo ma una ricchezza.  Ma è un’esperienza che non potrò più ripetere. elPustì se ne è andato alcuni anni fa. Guerrino ci ha lasciati ieri, all’improvviso, a pochi passi dalla moglie. Lei lo attendeva in auto. Torno subito le aveva detto. Non c’è riuscito. Mi piange il cuore.

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Gli Aperitivi di Blumouse: ecco l’audio della serata dedicata all’informazione locale online

031Venerdì 18 dicembre 2009 si è tenuto presso Blumouse Computer, ad Ancona, l’aperitivo che ha concluso la prima serie degli Aperitivi di Blumouse. Con noi, tra gli altri, Michele Pinto, direttore di numerose testate marchigiane online. Con lui e con gli altri, abbiamo parlato di informazione locale online. È disponibile da stamani una sintesi audio dell’interessante e divertente chiacchierata. La trovi sul blog degli Aperitivi.

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